Breathe, Tabita. Breathe. E tieni la pistola in cassaforte.
E come al solito, andrò io a piegarmi chiedendo spiegazioni. Nonostante io creda di essere nel giusto, come sempre, sarò io quella a chiedere scusa per eventuali errori perchèpropriononvolevo. Ma no, non è una cosa che ferisce il mio orgoglio, è solo una cosa che mi fa sentire l'unica sincera, l'unica desiderosa di mettere le cose in chiaro, le cose a posto. La gente pretende sempre. E se la prende per assurdità. Crescete.
" Beh grazie, le relazioni che potrebbero aver arricchito la nostra anima con conversazioni perfette in circostanze imperfette e che non abbiamo avuto per la limitazione a vivere una vita sola e in forti restrizioni spazio-temporali sono tante quante i granelli di sabbia e le stelle. "
Trovo sempre un sereno rifugio nelle tue parole. Grazie Meph.
Devo ammettere che mi è costata fatica, aprire la pagnia web del blog ed iniziare a scrivere questo primo post del 2009. Non ne avevo una gran voglia. Tuttavia, mi sento pervasa da un senso di responsabilità, quasi di dovere, nei confronti di questo spazio. Insomma, piange se non aggiorno.
Quand è stata l'ultima volta che ho scritto? Ah, già, le feste. Inultile dire che sono passate in un baleno, e che mi hanno portato momenti di gioia, frenesia, tristezza, angoscia. Questi ultimi mesi son stati tanto intensi.
Il viaggio a Roma con Teresa è stato bello. Siamo andate a scorgere il futuro, ad ammirare la città dei nostri sogni, a sentirci insignificanti quanto formiche, a muoverci freneticamente tra una metro e l'altra, decidere fra lui e l'altro, ad incontrare qualcuno a cui -inconsciamente- mi lego sempre più.
E quante cose son successe. Le luci del Natale ti hanno riportato qui. Ma è stato così breve che in quei giorni mi sembrava di lasciarmi sfuggire qualcosa, o meglio, ogni istante che passavamo divisi. E poi, un saluto pronunciato a voce bassa, timide promesse, occhi lucidi che cercavano di imprimere quell'immagine che chissà quando avrebbero rivisto.
E poi sei comparso tu. Tu che mi riempi di disegni, canzoni. Ed io cosa sto facendo, per te? Mi sento colpevole e passiva. " Il mio occhio si è fatto pittore e ha tracciato la forma della tua bellezza sulla tavola del mio cuore . " Sì, ma le ultime due righe, le hai lette? " Ma agli occhi manca l'abilità che dia grazia alla loro arte: ritraggono solo ciò che vedono, non conoscono il cuore. " ( Shakespeare ) E' questo il punto.
E poi ancora il passato a riaffacciarsi. Chissà quando la smetteremo.
E quanti amici intorno a me. Mi sento circondata da sorrisi. Ho bisogno di credere che siano tutti veri.
L'aggettivo migliore che io possa dare alla mia vita, adesso, credo sia: "Disordinata". Ma io sono disordine.
Ps Stasera ho mangiato troppi mandarini. Ma il bello è che, inghiottito il primo, il mio colon si è fatto sentire. Dio, quant'è puntuale. Ma io me ne sono fregata. Damn.
On Air : Muse - Please, Please, Please, Let Me Get What I Want (The Smiths Cover) ; Album: Tainted Love
"[...]sono stata gelosa del fatto che piaci a tutti... che hai sempre una parola gentile per tutti e che tutti l'apprezzino...
oltre che dalla gelosia anhce dalla paura che tu potessi in qualche modo... non stimarmi più come un tempo
hai tanta gente che ti vuole bene
vorrei riuscirci anch’io
ti prego... non smettere mai di credere nelle persone
non cadere nel mio stesso errore
altrimenti non saresti più la fantastica ragazza che mi dimostri, adesso come tante altre volte, di essere
Tabita, anzi, Tabù, ti chiedo di credere a tutto ciò che ti dico
e di accettare le mie scuse. comprese quelle di non aver trovato, in tutto quest'anno, davvero il tempo di avvicinarmi a te
andrei contro me stessa se dicessi ancora una volta che vuoi essere amica di tutti... perchè so di per certo che mi hai dimostrato spesso di esserlo davvero, mia amica
e non potrò dimenticarlo. l'avrò fatto una volta, ma non accadrà più.
l'unica cosa che posso fare ora è dirtelo
se saprò dimostrartelo... vedrai da te.
Per quanto possa valere ora…scusa."
E’ passato un anno. Ed ancora non ho capito cosa sia successo in quest’ultimo periodo.
Ma forse non mi importa più.
Che bello, fa freddo. Posso indossare le sciarpe fino a lasciar scoperti solo gli occhi. Abissarmi nel piumone a quadretti ed incantarmi guardando il fuoco scoppiettante. Indossare il Grande Pigiama e sedermi sui gradini di vetro a guardare la tv. Sognare la neve e sentire il vento freddo tra i capelli. Addobbare la casa con le ghirlande verdi e rosse, e litigare con mia madre perchè io, l'albero, lo farei tutto dorato. Iniziare a preparare il trascolco vacanziero al Palagianc, quest'anno con un cuginetto nuovo. Affrontare con uno sforzo immane quest'ultimo mese scolastico prima di un po' di riposo. Pensare al capodanno e ritrovarci tutti insieme sui divani di una tavernetta con i nostri discorsi frivoli e pesanti. Andare al mare e distenderci sulla sabbia fino a che non fa buio. Poter parlarti finalmente per dirci che non è mai iniziata. E che la lontananza, non è vero, non è come il vento.
You shower me with lullabies. As you're walking away. Reminds me that it's killing time. See you at the bitter end.
On Air: Leonard Cohen - Suzanne; Album: Songs of Leonard Cohen
Oggi a scuola mi sono divertita. La prof ha letto il mio tema alla classe, poichè qualcuno voleva "imparare da me". Lei ha detto che è una cosa che non s'impara, che si ha e basta. Io le ho detto che mi sentivo sopravvalutata, lei ha risposto che se avessi voluto, mi avrebbe tolto un voto. C'è stato un bel dialogo, ma non lo riporto qui. Qualche lettore mi darebbe dell'esaltata. Odio essere condizionata...sto valutando l'idea di aprire un nuovo blog, più libero e nascosto.
(Sai, onde evitare di ritrovare scritte sui tavoli del parco. Prima o poi verrò a chiedervi scusa in ginocchio per la mia inferiorità. Il vostro umorismo è troppo sottile per me. )
Ieri camminavo per le strade del paese, con il mio ombrellino nella destra e tanti fogli appena stampati, ancora caldi, nella sinistra. Il tempo è incerto, inizia a piovigginare. Che faccio, mi fermo? No, è una pioggerellina. Però apro l'ombrello. Tictictic. Che bello il rumore delle gocce sull'ombrello. Ad un tratto, però, un lampo. Due lampi. Tuoni. Diluvio universale. Io inizio a camminare più veloce, attraversando la piazza deserta, mentre la gente al riparo sotto i portici e nelle auto mi guarda probabilmente pensando "Questa è malata." Però io continuo a camminare, superando la piazza, aprendo la giacca e infilandoci le pagine sulle quali, le parole, si stanno sciogliendo. Devo salvarle. Il vento è forte, le scarpe pesanti. I capelli, completamente fradici. Rinuncio all'ombrello The Bridge. Io, unico essere vivente che cammina per strada sotto la tempesta. Poi, blackout. Il buio mi avvolge. Mentre cammino, penso " Okay, se muoio, almeno mi pubblicano sicuro 'ste pagine, per compassione. " Rischio più volte di scivolare, arrivo sotto casa. Apro il primo cancello, salgo i primi gradini. ( Che poi sono gradONI.) Prendo le chiavi dalla monospalla inzuppata, apro il secondo cancello. Arrivo alla porta, giro le chiavi, entro. Butto tutto per terra, mi tolgo la giacca. Le pagine sono salve. Sorrido. Poi leggo l'sms dell'amica preoccupata che non riusciva a chiamarmi, ci eravamo lasciate alla tipografia. Sospiro. Che impresa, questi ultimi mesi. E sono certa che i futuri, non saranno da meno.
On Air: Lucio Dalla - Anna E Marco; Album: 1200 Lune
L'onironautica, o sogno lucido (dall'inglese lucid dream), è un'esperienza durante la quale si può prendere coscienza del fatto di stare sognando. Il sognatore in questione, detto onironauta, può quindi, con la pratica, esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.
Stephen LaBerge scienziato all'università di Stanfortd e fondatore del Luciduty Instuture, un centro di ricerca sul fenomeno dei sogni lucidi, descrive l'esperienza come "il sognare sapendo di stare sognando".
I sogni lucidi sono argomento di interesse per una larga cerchia di gruppi tra cui psicologi aderenti alla cultura new age, occultisti e artisti. Inoltre, secondo LaBerge, l'esperienza dei sogni lucidi può essere d'aiuto negli ambiti più disparati, come il Problem solving, lo sviluppo della creatività, il rafforzamento dell'autostima, la capacità di affrontare paure e inibizioni e, più in generale, il raggiungimento di un senso di liberazione e armonia nella propria vita.
Coloro che hanno avuto esperienze di sogno lucido le descrivono come eccitanti e realistiche.
Wiki
" Qualunque sia la vostra esperienza, niente può nuocervi. Speriamo che vi godiate il mondo della vostra mente come milioni di altri intorno al mondo."
Io, comunque, non sono mai riuscita a modificare la situazione a mio piacimento. Semplicemente sfruttavo il fatto di riuscire a potermi svegliare in qualsiasi momento avessi voluto, di godermi il momento, o di rassicurarmi sulla falsità degli orrori.
Tutto questo, perchè stamattina mi sono svegliata con i sogni ancora fra le mani. Ma il mio sogno lucido è stato straziante, perchè sapevo che avevi preso un treno solo nella mia mente.
On Air: David Bowie - Space Oddity; Album: Space Oddity
